
Assumere il ruolo di garante in un contratto di affitto è una scelta che comporta responsabilità significative e una piena consapevolezza delle possibili conseguenze. Spesso richiesto dal locatore come misura di sicurezza contro eventuali morosità dell’inquilino, il garante, definito tecnicamente fideiussore, si impegna legalmente a intervenire qualora l’inquilino non rispetti i propri obblighi contrattuali. Ma cosa significa concretamente fare da garante? E quali sono i rischi e i diritti legati a questa figura?
Chi è il garante e cosa fa?
Il garante, attraverso un meccanismo di fideiussione, si impegna a garantire il pagamento dei canoni di affitto e di eventuali danni all’immobile per conto dell’inquilino. Quando un terzo firma come garante, assume una responsabilità solidale con l’inquilino nei confronti del locatore: in caso di mancato pagamento, il proprietario può rivolgersi indistintamente all’inquilino o al garante per ottenere il pagamento, senza dover necessariamente tentare prima di recuperare le somme dal conduttore.
Con la firma, il garante si vincola personalmente e patrimonialmente, diventando un vero e proprio debitore nei confronti del locatore. Questa obbligazione è valida per tutta la durata del contratto di locazione, a meno che non siano previste clausole che consentano al garante di svincolarsi anticipatamente. In assenza di tali clausole, solo il consenso espresso del locatore può liberare il garante dal suo impegno.
Cosa succede se l’inquilino non paga?
Se l’inquilino non versa il canone di affitto per oltre 20 giorni dalla scadenza, il locatore ha diverse opzioni: procedere allo sfratto dell’inquilino e chiedere un decreto ingiuntivo per recuperare il debito, oppure rivolgersi direttamente al garante, che sarà tenuto a saldare il debito.
Se il garante paga puntualmente, il locatore non può avviare la procedura di sfratto. Tuttavia, se anche il garante non adempie, il locatore può agire legalmente contro entrambi, richiedendo il pignoramento dei beni del debitore principale e del fideiussore.
Cosa accade in caso di morte dell’inquilino?
Il decesso dell’inquilino non estingue automaticamente le obbligazioni assunte dal garante. L’articolo 6 della Legge n. 392/1978 stabilisce che gli eredi o i conviventi abituali dell’inquilino subentrano nel contratto di locazione, e il garante rimane vincolato fino alla cessazione del rapporto locatizio.
Se gli eredi decidono di terminare il contratto, l’impegno del garante decade insieme al contratto stesso. Tuttavia, se il contratto continua, il garante rimane responsabile per eventuali inadempienze dei nuovi obbligati.
Quali sono i rischi e i limiti?
Essere garante non è un compito da prendere alla leggera. La responsabilità legale è vincolante e può comportare gravi conseguenze patrimoniali in caso di morosità dell’inquilino. Inoltre, il garante non può chiedere al locatore di escutere prima i beni del conduttore e, solo in caso di incapacità di pagamento, rivolgersi a lui. Questo significa che il proprietario può agire direttamente contro il garante per recuperare l’intero importo dovuto.
Un altro aspetto da considerare è la durata dell’obbligazione: il garante rimane responsabile fino alla scadenza del contratto, a meno che non siano previste specifiche clausole che permettano di interrompere anticipatamente l’impegno.
Come tutelarsi come garante?
Prima di firmare come garante, è fondamentale esaminare attentamente il contratto e le clausole che regolano la fideiussione, concordare con il locatore eventuali limiti di responsabilità come un tetto massimo alla garanzia, e verificare le condizioni economiche dell’inquilino per accertarsi che sia in grado di adempiere regolarmente ai suoi obblighi.
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